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mercoledì 22 gennaio 2014

a proposito dell'euro


Iniziamo col dire che il denaro , al di là del suo valore ha anche un valore simbolico.
Per più di un secolo la Sterlina è stata la portatrice dei valori dell’età vittoriana fungendo da lanterna per l’impero britannico questo sino all’arrivo del Dollaro che nel dopo guerra prese il posto della sterlina diventando il simbolo dell’opulenza e del modernismo ma anche di un nuovo tipo di colonialismo. Negli anni dell’opulento dopo guerra in Italia e negli altri paesi europei le monete nazionali accompagnarono la nuova società dei consumi perdendo col tempo e con gli spostamenti all’interno della comunità europea quella patina di tradizione storica nazionale diventando un fardello soggetto ai fastidiosi cambi, le monete pertanto perdevano la comunicazione che avevano dato nelle comunità nazionali lasciando nel cittadino europeo la sensazione di una comunicazione obsoleta  senza finalità ed è per la finalità della comunicazione che mi trova scettico nel ritorno alla Lira certamente è vero che poteri finanziari usato determinati valori per guadagnare dall’introduzione dell’Euro è una cosa che hanno sempre fatto basta guardare il Giappone degli anni 30-40 che è stato portato in guerra e alla rovina da poteri finanziari che hanno agito con le stesse motivazioni e spregiudicatezza morale di certe banche europee a cavallo di questi due secoli e che hanno ‘cavalcato la tigre’ hanno cavalcato quei valori che promuovevano la fratellanza tra nazioni europee quei valori che ti creano la sensazione che una nuova era dei lumi che un nuovo ballo ‘eccelsior’ sarebbe stata l’era della panacea di tutti i mali e mentre pensavamo questo tanti si arrochivano sulle nostre spalle consapevoli di distruggere un sogno  e fregandosene di svegliare un barbone ubriaco di alti valori che pieno d’ira e di odio verso se stesso diventa violento e autolesionista.
Insomma la capacità di mediare del denaro non va vista solo nei termini delle dinamiche di Keynes, l’Euro è mediatore di qualcosa di molto più profondo che deve portare ad una politica economica europea certo federale ma sicuramente centralizzata e solidale 
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Carlo Marino Buttazzo

Carlo Marino Buttazzo

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