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domenica 28 giugno 2026
I cambiamenti climatici nella percezione della sociologia
La transizione verde è il tipico prodotto della razionalità strumentale weberiana: target quantificati, scadenze, burocrazie regolatorie (Green Deal, EPA, CAA). Ma proprio questa burocratizzazione genera la reazione opposta che Weber temeva nella "gabbia d'acciaio": un mondo amministrato dall'alto, senza carisma né partecipazione, percepito come imposizione tecnica priva di legittimazione politica. le politiche verdi vengono sempre più presentate come attraenti solo per una certa categoria di elettori: laureati, tecnocratici, urbani, liberali, "élite" (Greeneconomycoalition) — è la crisi di legittimazione di un'autorità legale-razionale che ha perso il consenso valoriale (Wertrationalität) dei governati.
Horkheimer/Adorno: la ragione strumentale e il ritorno del mito
La Dialettica dell'Illuminismo è la chiave più tagliente per leggere il "greenlash". La razionalità tecnocratica che pretende di salvare il pianeta produce, dialetticamente, irrazionalismo regressivo: negazionismo climatico, complottismo ("clima-truffa"), retorica antielitaria. Le dichiarazioni dell'amministrazione Trump del febbraio 2026 — abolizione dell'Endangerment Finding, definizione del clima come "climate crisis hoax" (US EPA) — sono un caso da manuale di mitologia regressiva travestita da razionalità economica ("risparmio", "libertà di scelta"). È anche pura culture industry: la crisi climatica viene neutralizzata trasformandola in un problema di consumo individuale (prezzo dell'auto, bolletta) invece che di rapporti di produzione — il sistema assorbe la critica anziché esserne minacciato.
Bendix insegna a guardare a come l'autorità giustifica se stessa verso i governati. In Europa la crisi è di legittimazione procedurale: la transizione verde appare come un misunderstanding profondo tra decisori, agricoltori e società civile sulla legittimità e adeguatezza delle misure verdi. (EPC) Negli USA invece l'autorità si rilegittima attraverso un altro canale: il mandato elettorale populista che rivendica di "restituire il potere al Congresso" contro i "burocrati non eletti" — una retorica antiburocratica che usa il linguaggio della cittadinanza democratica contro l'expertise tecnica.
Crouch: post-democrazia
È forse il framework più calzante per il presente. La "post-democrazia" di Crouch — forme democratiche vuote, decisioni reali prese da governi e lobby fuori dallo sguardo pubblico, mentre la sfera pubblica diventa spettacolo — descrive bene sia Bruxelles che Washington:
In UE, le concessioni ai trattori non nascono da un processo deliberativo ma da una negoziazione elitaria tra Commissione e lobby agricole: grandi agro-imprese e agricoltori beneficiano di una posizione relativamente privilegiata nel decision-making UE; le loro proteste hanno ottenuto cambiamenti politici tangibili, a detrimento dell'azione climatica ambiziosa. (Carnegie Endowment for International Peace)
Negli USA la deregolamentazione viene presentata come restituzione di sovranità al popolo, ma è in realtà guidata da think tank e lobby energetiche (Competitive Enterprise Institute, Americans for Tax Reform) — lo stesso schema post-democratico, segno opposto.
Quello che emerge è una convergenza strutturale, non ideologica: in entrambi i contesti la "gente" non rifiuta il problema climatico in quanto tale, ma rifiuta il modo in cui viene governato dall'alto, senza riconoscimento delle perdite materiali immediate (reddito agricolo, costo dei trasporti, prezzo dell'energia). Horkheimer/Adorno spiegano perché questo rifiuto prende forme regressive e mitologiche; Weber e Bendix spiegano la crisi di legittimazione dell'autorità che lo governa;
Crouch spiega perché, sia a Bruxelles sia a Washington, la risposta dei governi è oscillare tra concessioni elitarie e spettacolarizzazione, piuttosto che riapertura di un vero processo deliberativo.
martedì 16 giugno 2026
La Bauhaus è in pericolo
La situazione della Stiftung Bauhaus Dessau è davvero preoccupante, e ha purtroppo radici storiche che si ripetono. Ecco perché merita sostegno e perché il Bauhaus resta centrale per la cultura europea:
La direttrice Barbara Steiner ha dichiarato di temere che, se l’AfD vincesse le elezioni regionali, i finanziamenti della fondazione verrebbero ridotti. Già oggi la Bauhaus Dessau riceve 5 milioni € all’anno da governo federale, Land e città, ma "se l’importo fosse dimezzato, sarebbe molto difficile mantenere tutti i siti di cui ci occupiamo".
Gli attacchi politici con retorica anni ’30: L’AfD e l’estrema destra tedesca conducono una vera "guerra culturale" contro il Bauhaus, accusandolo di essere un "vitello d’oro" elitario e non tedesco. Le stesse accuse furono mosse dai nazisti: nel 1931, quando presero il potere a Dessau, chiesero la distruzione della scuola Bauhaus. Il movimento fu poi chiuso dai nazisti nel 1933 perché considerato "degenerato" e di sinistra. 3. Pressioni e autocensura: Nel 2018 la Fondazione cancellò un concerto della band punk antifascista Feine Sahne Fischfilet dopo pressioni di CDU, AfD e gruppi di estrema destra. Oltre 100 artisti e curatori, tra cui Hito Steyerl e Anne Imhof, firmarono una lettera aperta accusando la Fondazione di "aver fatto un serio danno alla democrazia" e di essere "smemorata della storia". La lettera ricorda che il Bauhaus fu chiuso proprio dai nazisti: cedere oggi significa "proibire tutto ciò che provoca i radicali di destra".
La Bauhaus Dessau è patrimonio mondiale e laboratorio di democrazia
Il Bauhaus non è solo uno stile, ma "una presa di posizione". Fondato nel 1919 da Walter Gropius, voleva unire arte, design e architettura per creare oggetti accessibili a tutti. Le sue idee - funzionalità, linee pulite, materiali moderni come acciaio e vetro - hanno definito l’estetica del XX secolo. L’UNESCO lo riconosce come Patrimonio dell’Umanità proprio per questo.
Il Bauhaus dovette lasciare Weimar nel 1925 dopo che i conservatori gli tagliarono i fondi. A Dessau costruì l’iconico edificio in vetro e acciaio, ma nel 1932 i nazisti ne chiesero la distruzione. Nel 1933 la scuola fu chiusa dai nazisti con misure antisocialiste. L’estrema destra odierna riprende esattamente quella retorica: accusa il Bauhaus di essere anti-tedesco, elitario, "non arte del popolo".
La libertà dell’arte è protetta dalla Costituzione tedesca. Come ricorda il Goethe-Institut, "l’arte è libera: non deve piacere e non deve servire". L’AfD invece vuole condizionare i sussidi pubblici ai contenuti. Se passa questa linea, "il settore antidemocratico verrebbe finanziato proprio dalle istituzioni che la attaccano “
Come dice la direttrice Steiner: "Il mio lavoro non è solo portare visitatori da tutto il mondo. È lavorare qui, con queste tensioni". La Fondazione oggi è un centro di ricerca internazionale per arte, design e architettura, che cerca attivamente di radicarsi nella città assumendo personale locale.
Come puoi supportarla • Visitala: Il complesso Bauhaus di Dessau è aperto al pubblico. Portare turismo e attenzione internazionale è la miglior difesa contro chi vorrebbe isolarla. • Diffondi la sua storia: Ricordare che il Bauhaus fu chiuso dai nazisti nel 1933 smonta la narrazione dell’estrema destra. Non era "apolitico" come a volte si sostiene: fu perseguitato proprio per le sue idee. • Sostieni le petizioni: La lettera aperta del 2018 chiedeva che metà dei consigli di amministrazione delle istituzioni culturali fosse formata da società civile, non solo da governi. È un modo per evitare che diventino "uffici governativi subordinati". • Segui il centenario: Nel 2019-2026 ricorrono i 100+ anni del Bauhaus. Mostre in Russia, Brasile e Germania ne celebrano l’impatto globale.
Il Bauhaus è nato per "ridisegnare il mondo" e trovare soluzioni a un’epoca di crisi. Attaccarlo oggi significa attaccare l’idea che arte, ricerca e democrazia possano stare insieme. Difenderlo significa difendere un’idea di Europa aperta, plurale e libera
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I cambiamenti climatici attraverso la sociologia
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