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mercoledì 28 ottobre 2026
Assalto neofascista alla mostra di Laika
I soliti idioti, dai tempi di Pasolini
Questo è il neofascista pensiero, distruggere, cancellare tutto ciò che non è conforme. E poi gridano libertà libertà è questa la libertà che anelano ; la libertà di distruggere la libertà dove la follia e il caos regnino perché è solo questo il loro disegno politico. Se è così perché non si suicidano ? Renderebbero il mondo migliore
Quando la cultura diventa il nemico
C'è un filo che unisce certi episodi europei di questi mesi: l'ostilità verso un'arte e un pensiero che non obbediscono, non rassicurano e non si lasciano ridurre a identità. [Qui: episodio Laika, da completare con fonti.]
Il caso più simbolico è Dessau. A cento anni dall'edificio di Gropius, l'AfD, uscita vincitrice dalle elezioni in Sassonia-Anhalt, bolla il Bauhaus come un percorso sbagliato del modernismo. Il partito ha ottenuto il 43,8% dei voti il 6 settembre. Il suo portavoce culturale lo accusa di sradicamento e lo definisce l'architettura della globalizzazione. (Germany’s Far Right Is Attacking Bauhaus Again +2)
La storia dà a queste parole un'eco precisa. Nell'ottobre 1931 il primo punto del programma nazionalsocialista per le elezioni comunali di Dessau era la cancellazione immediata di ogni spesa per il Bauhaus. Gli stessi argomenti, le stesse parole d'ordine: "radici", "identità", "decoro". Il ministro della Cultura tedesco Weimer lo ha detto apertamente: l'AfD attacca il Bauhaus con le stesse parole dei nazisti di cento anni fa. Il governo federale ha promesso di continuare a finanziare la Fondazione Bauhaus anche in caso di vittoria dell'AfD. (Edito: Bauhaus, 1931-33/2026 +2)
Non è un caso isolato. In Ungheria la Central European University, ateneo liberale fondato su ricerca e pensiero critico, è stata costretta a trasferirsi a Vienna dopo una legge ad hoc. Sempre a Budapest sono stati tolti i corsi di studi di genere. In Polonia il governo PiS ha imposto la fusione del Museo della Seconda guerra mondiale di Danzica con un altro museo, perché la sua narrazione, aperta alla sofferenza dei civili di ogni nazione, non piaceva. Nel 1937 i nazisti organizzarono la mostra sull'"arte degenerata" per additare le avanguardie al pubblico ludibrio.
Il modello è sempre lo stesso. Prima si delegittima l'opera come "anti-nazionale", poi si taglia il finanziamento, infine si sostituisce la direzione. Il bersaglio non è questa o quell'opera, ma l'idea che la cultura possa essere autonoma, razionale e critica del potere. È questa la vera eredità occidentale: l'Illuminismo, la libertà di ricerca, il dubbio.
Per equilibrio: i difensori dell'AfD sostengono che chiedere una politica culturale "patriottica" è legittimo in democrazia e che il pluralismo deve includere anche l'architettura tradizionale. Inoltre l'idea di "Occidente" è contesa. Chi critica Laika o il Bauhaus lo fa spesso proprio in nome dell'Occidente, mentre Laika stessa mette in discussione i "valori occidentali" quando sono traditi.
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